In 500 alla mostra di Maria Eudóxia Mellão al Belvedere. Omaggio ai lavoratori italiani in Brasile

Scritto il 8.10.2013

Cinquecento persone o poco più hanno affollato il Belvedere di San Leucio domenica sera per la mostra di Maria Eudóxia Mellão, dal titolo “Oriundi. Superfici sotterranee”, curata da Enzo Battarra. Un successo oltre ogni aspettativa che ha premiato il lavoro di un’artista serio ed originale, una ricerca culturale e formale di altissimo spessore. Per tutti è stata una sorta di immersione nella natura. Tutte le opere, infatti, sono state realizzate con fibre naturali. E proprio un filo di seta ha unito questa grande mostra di arte contemporanea con l’eccezionale monumentalità del luogo.
L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Caserta, è stata promossa dalla gallerista dell’Unusual Art Gallery Sueli Viana che ne ha curato anche l’organizzazione in collaborazione con Vincenzo Mazzarella. Al vernissage accanto agli organizzatori e all’artista, sono intervenuti anche il sindaco di Caserta Pio del Gaudio, l’assessore ai Grandi Eventi Pasquale Napoletano nonché l’assessore provinciale Pietro Riello.

Maria Eudóxia Mellão è una delle più famose artiste brasiliane, nota a livello internazionale per le sue sculture, cui si sono affiancati negli ultimi anni i gioielli, vere opere d’arte. L’esposizione sarà vistabile fino al 23 ottobre prossimo. L’artista che appartiene ad una antica famiglia di produttori di caffè, cerca ispirazione e rifugio direttamente nella natura, che viene dalla terra e auspica con le sue opere un ritorno alla terra, attenta alla tradizione e nel contempo alla sperimentazione. Il titolo della mostra è un omaggio ai lavoratori italiani in Brasile che contribuirono alla crescita e alla formazione del grande stato sudamericano. In una sorta di intreccio culturale che mette in relazione gli italiani, i brasiliani, il caffè e la seta, che è il materiale principale utilizzato dall’artista. Infatti, il verbo utile per interpretare al meglio le opere di Maria Eudoxia è il verbo “tessere”, perché l’artista trasforma tutto quello che madre natura le mette a disposizione. Non è un caso, quindi, che la location della mostra sia il Belvedere di San Leucio, perché “tessere” è la quintessenza stessa del borgo serico casertano voluto nel Settecento da Ferdinando IV di Borbone.

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