I fattori di crescita per rigenerare i tessuti. Intervista al chirurgo estetico Ugo Manlio Cuomo

Una tecnica innovativa, altamente efficace e completamente priva di effetti collaterali

Scritto il 26.03.2013

Dopo le esperienze cliniche estremamente positive in molte aree della medicina, oggi il plasma arricchito di piastrine (PRP) viene usato con successo nell’area della medicina estetica e della chirurgia plastica, con l’obiettivo di stimolare la riparazione e la rigenerazione cellulare nei tessuti danneggiati dall’invecchiamento. A parlarci di questa nuova tecnica è il dottor Ugo Manlio Cuomo, medico ospedaliero, che dopo una prima specializzazione e una lunga e intensa esperienza nel campo chirurgico generale, si sta dedicando sempre più alla chirurgia plastica, estetica e ricostruttiva. Cuomo da tempo sta approfondendo e applicando questa nuova tecnica innovativa del PRP nella convinzione che “la medicina e la chirurgia danno anni alla vita, la medicina estetica e la chirurgia estetica danno vita agli anni”. Dottore, andiamo per ordine, ci spiega in che cosa consiste questa tecnica innovativa?I fattori di crescita – spiega il dottor Cuomo  – sono sostanze presenti e prodotte nel nostro sangue e in particolare nelle piastrine che, oltre al loro rilascio, svolgono importanti funzioni nelle zone ferite, tra cui la formazione dei coaguli. Esse partecipano in maniera significativa a tutti i processi di riparazione nel corpo umano. Le piastrine rappresentano circa il 6% del volume del nostro sangue, ma grazie a una particolare metodica si riesce a concentrarle fino a 15 volte o oltre, producendo un plasma ricco di piastrine o PRP. In sintesi, questo cosa significa? Il PRP è un potente e concentratissimo cocktail di fattori di crescita che stimolano la rigenerazione dei tessuti e la neoangiogenesi, la nascita di nuovi vasi. In linea generale, maggiore è il numero di fattori di crescita coinvolti nella guarigione di una ferita, maggiore è il numero di cellule staminali stimolate a produrre tessuto: ecco perché il PRP rende il processo di guarigione più veloce e più efficiente. Il PRP ricco di fattori di crescita è stato applicato inizialmente per accelerare tutti i processi di guarigione nel caso di ferite croniche o di ulcere e utilizzato in molti campi della medicina come, ad esempio, nelle patologie traumatiche e infiammatorie dei tendini o dell’apparato osseo e muscolare, in chirurgia maxillo-facciale, oculistica e altro. Attualmente, proprio per le sue caratteristiche rigenerative cellulari, viene usato nell’area della Medicina Estetica e della Chirurgia Estetica.

Plasma ricco di piastrine (PRP): come si esegue il trattamento? La procedura è estremamente semplice: mediante un prelievo ematico, come se dovessimo fare delle comuni analisi del sangue, le piastrine vengono isolate dal resto del sangue per centrifugazione. Arricchito e concentrato all’interno dell’apposito kit, il PRP viene raccolto in siringa, pronto per essere utilizzato. E come si procede alla biostimolazione con PRP? Con un procedimento simile, ma non uguale, a una biostimolazione tradizionale, il plasma ricco di fattori di crescita viene iniettato mediante piccoli aghi in tutte le zone che vogliamo trattare, raggiungendo direttamente i tessuti sia in superficie che in profondità, a seconda del tipo di processo di stimolazione che vogliamo innescare. La prima fase della biostimolazione con PRP è caratterizzata da un’intensa e profonda idratazione, con nutrimento dei tessuti grazie all’azione positiva del siero. Segue la fase più specifica della stimolazione, determinata dai fattori di crescita liberati dalle piastrine attivate, che porterà a una rigenerazione tissutale con formazione di nuove strutture dermiche.  Dopo circa due settimane si nota un graduale inturgidimento dei tessuti. Cute e derma diventano più tonici e compatti, i contorni del viso si presentano maggiormente definiti, la tramatura si affina e il colore migliora. Quali sono le indicazioni? In medicina estetica il PRP viene utilizzato per alleviare i segni del tempo, stimolando la rigenerazione cutanea, che diminuisce progressivamente con l’età. Infatti, la nostra pelle perde negli anni tonicità, lucentezza e luminosità. I fattori di crescita sono in grado di stimolare la produzione di collagene e di migliorare la vascolarizzazione, prevenendo e ritardando l’invecchiamento. ll trattamento è indicato quindi nella prevenzione e cura dell’invecchiamento cutaneo e dei danni tessutali da photoaging. I fattori di crescita, una volta iniettati nel viso e nel corpo, innescano un processo di riparazione, rigenerazione e quindi di ringiovanimento. La ristrutturazione del derma e il miglioramento dell’elasticità contribuiscono in maniera determinante a donare alla cute un aspetto luminoso, sano e giovane. Il trattamento con fattori di crescita può essere associato a diverse altre terapie estetiche, tra cui le infiltrazioni di filler come l’acido ialuronico, se si ha la necessità di ottenere un effetto riempitivo su rughe o solchi. Anche l’associazione con procedure di chirurgia estetica è sempre più frequente. La stimolazione dei processi di riparazione del PRP, infatti, consente una riparazione dei tessuti migliore e più rapida, con una conseguente riduzione dei tempi di recupero postoperatorio da parte del paziente. Sempre nel campo della chirurgia estetica, l’utilizzo recente del PRP ha permesso di perfezionare la metodica del lipofilling, ovvero prelievo e successiva infiltrazione del tessuto adiposo utile a colmare difetti, irregolarità della superficie cutanea o solchi particolarmente profondi. Proprio perché sollecitata dal PRP, la formazione di nuovi vasi assicura al grasso trapiantato il nutrimento di cui ha bisogno: una piccola quantità di grasso viene riassorbito dall’organismo in proporzioni tollerabili, mentre il grasso residuo diventa omogeneo con il resto dei tessuti e quindi attecchisce, rendendo il risultato operatorio stabile e tendenzialmente definitivo. La terapia biostimolante e rigenerativa con PRP è completamente naturale e non ha controindicazioni, in quanto si basa sull’uso esclusivo del proprio sangue. Non ci sono quindi rischi di allergie o di altri tipi di reazioni, a patto che la terapia venga eseguita in strutture attrezzate e da medici specialisti.

Maria Beatrice Crisci

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