Ebinter ovvero Ente Bilaterale Nazionale del Terziario

Scritto il 15.01.2013

Ebinter ovvero Ente Bilaterale Nazionale del Terziario è un organismo paritetico nato nel 1995 dalle organizzazioni sindacali nazionali dei datori di lavoro e dei lavoratori di Ascom, e Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e UilTuCS-Uil in base a quanto previsto dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del Terziario, della Distribuzione e dei Servizi. L’Ebinter anche a Caserta ha una sua struttura presieduta dal 2010 da Alessandro Tartaglione. Quali compiti ha l’Ente Bilaterale, presidente? Va detto che le parti contrattuali hanno inteso dare importanti compiti stabiliti per contratto nazionale di lavoro, che recentemente sono stati ulteriormente ampliati attraverso l’Accordo sulla Governance della bilateralità, sottoscritto lo scorso anno dalle federazioni Filcams, Fisascat, Uiltucs e Confcommercio, che rende ancora più centrale il compito dell’Ente Bilaterale nel complesso panorama della bilateralità contrattuale. Voglio ricordare che tra i compiti principali dell’Ente che non persegue finalità di lucro, c’è l’istituzione di un Osservatorio Provinciale, la promozione e gestione, a livello locale, di iniziative in materie di formazione, e qualificazione professionale, anche in collaborazione con Regioni e gli altri Enti competenti. Quindi, l’Ente svolge le azioni più opportune affinché dagli organismi competenti siano predisposti corsi di studio che, garantendo le finalità di contribuire al miglioramento culturale e professionale dei lavoratori, favoriscano l’acquisizione di più elevati valori professionali e siano appropriati alle caratteristiche delle attività del comparto. E ancora, ricevere dalle Associazioni Imprenditoriali territoriali e dalle corrispondenti Organizzazioni Sindacali gli accordi applicativi in materia di contratti di formazione e lavoro realizzati, a livello territoriale ovvero a livello aziendale, nelle imprese che operano in più ambiti regionali; fornire il parere di conformità all’accordo quadro nazionale sui contratti di formazione e lavoro dei progetti presentati dalle aziende. Infine, ricevere le intese realizzate a livello territoriale che determinino, per specifica figura professionale, periodi di apprendistato più ampi di quelli previsti dal CCNL. L’Ente, inoltre, esprime parere vincolante di congruità sulle domande presentate dai datori di lavoro che intendono assumere apprendisti in base agli accordi di cui alla precedente lettera e assolve altri compiti espressamente previsti dai contratti di categoria ed accordi territoriali. A questi si prevede di affiancarne altri, presidente? Certo! Pensiamo, ad esempio, al sostegno al reddito, praticato finora solo in alcuni territori, ma previsto dalle norme di legge in materia di ammortizzatori sociali, sia attraverso la decretazione nazionale, sia attraverso quella di alcune regioni. L’Ente Bilaterale del Terziario come si articola? Attualmente in 103 enti bilaterali territoriali che coprono sostanzialmente tutto il territorio nazionale. Dunque, più servizi e più capacità di diventare strumenti partecipativi? Sicuramente, saranno poi le scelte che ci consentiranno di proiettare il network della bilateralità verso nuovi obiettivi da gestire in modo condiviso in un mercato del lavoro sempre più complesso che richiede nuove flessibilità ed una capacità concreta di conoscere le dinamiche dell’occupazione e della qualità del lavoro, a partire dalla formazione. A proposito di formazione, che cosa rappresenta per l’ente Bilaterale? La formazione, e soprattutto la formazione continua, saranno la nuova frontiera delle politiche attive del lavoro. Noi dovremo sapere applicare la bilateralità soprattutto per cercare di favorire i processi formativi dei lavoratori e delle molte lavoratrici occupate nel terziario. Per i lavoratori dipendenti il rischio di finire fuori dall’attività produttiva purtroppo può esistere anche nel terziario, nonostante i nostri settori finora abbiano sempre registrato globalmente un incremento occupazionale. La mancanza di professionalità specifica soprattutto nei settori dei servizi, può essere un fattore problematico per l’occupazione. Quindi, cosa fare? Bisogna avviare nella contrattazione e nella bilateralità un ragionamento ad ampio raggio che sappia legare in modo indissolubile la formazione, la professionalità, la qualità del servizio e la qualità delle imprese. La formazione può svolgere un ruolo ben più ampio oggi che non nel passato. Vanno parallelamente valorizzati gli strumenti di orientamento al lavoro che agevolino i percorsi di ingresso nel mercato dei mestieri e delle professioni, sino all’incontro vero e proprio fra domanda ed offerta. Oggi sono praticamente assenti. Tutti a parole ne riconoscono la grande importanza, ma poco o nulla si è fatto davvero. Infatti, fino ad ora non si è riusciti a mettere in campo alcuna iniziativa efficace per l’incontro tra domanda ed offerta o per la certificazione dei rapporti di lavoro, anche a causa di differenti opinioni al riguardo. La bilateralità deve sempre più essere un edificio solido: a queste condizioni è giusto pretendere che si interfacci con i fondi interprofessionali ed in particolare con fonte che è Fonte principale del terziario. Presidente cosa bisognerebbe fare per far decollare la formazione? Dobbiamo tutti imparare a guardare la formazione sia dal punto di vista del lavoratore sia da quello delle imprese. Perciò sarebbe necessario svolgere una profonda azione di formazione per i quadri della bilateralità per prepararli ai nuovi compiti. Quali allora le nuove prospettive della bilateralità? Nei prossimi mesi la bilateralità dovrà crescere ancora per far aumentare lo spirito partecipativo che l’ha generata, ma dovrà sempre più guardare a nuovi traguardi per il sistema contrattuale che prevedano sia la razionalizzazione e l’ottimizzazione dell’esistente, sia la progettualità relativa ai nuovi obiettivi da concretizzare per le politiche attive del lavoro. La sicurezza sul lavoro dovrà essere affrontata con la bilateralità e concretizzata con nuove norme contrattuali. Nel terziario l’innovazione che ruolo ha? Passa attraverso la capacità di offire servizi migliori, di alzare la qualità delle prestazioni. Fondamentale è il lavoro, che è il patrimonio principale, cruciale è la formazione per l’implementarlo ed arricchirlo. La sede dell’Ebiter è in Via Roma, 56, Caserta Tel: 0823-325420 – 0823-216339 Fax: 0823-214634. Orari per il pubblico dal lunedì al venerdì,  dalle 9 alle 12. Assemblea risulta così composta: Presidente, Alessandro Tartaglione (Uiltucs-Uil), Vice Presidente Luigi Fierro (Ascom). Consiglieri: Benedetto Arricale (Filcams-Cgil), Assunta Cortazzo (Fisascat-Cisl), Gennaro Di Micco (Fisascat-Cisl), Giuseppe Magliocca (Ascom), Antonio Natale (Ascom), Domenico Nocera (Ascom), Raffaele Sangiovanni (Filcams-Cgil), Gennaro Strazzullo (Uiltucs-Uil), Mario Tettone (Ascom), Giacomo Visconti (Ascom). Il collegio dei revisori: Presidente Umberto D’Alò. Carmine Lasco (ascom-confcommercio), Antonio Mantovanelli (organizzazioni sindacali).

Maria Beatrice Crisci

Fonte “Il Denaro” luglio 2012

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