Confapi Caserta. Orabona: una realtà associativa radicata sul territorio

Scritto il 14.01.2013

La Confapi Caserta è l’Associazione delle Piccole e Medie Industrie della provincia di Terra di Lavoro che vanta una lunga e trentennale esperienza nel panorama imprenditoriale casertano. Presidente della Confapi Caserta dal febbraio 2011 è Domenico Orabona.

Presidente, la Confapi è consapevole del delicato, ma al tempo stesso strategico ruolo che il mondo imprenditoriale può dare allo sviluppo di un territorio e in particolare quello casertano?

La sua presenza in ambito locale e nazionale, attraverso l’adesione alla Confederazione Italiana della Piccola e Media Industria, permette di fornire alle imprese associate risposte concrete in riferimento ad un mercato in continua evoluzione, ed al tempo stesso di dare voce a quelle realtà che da sole non riuscirebbero a far valere le proprie idee ed i propri principi. L’associazione con la presenza costante ai tavoli tecnici e politici e attraverso la partecipazione attiva agli organi deliberativi ed esecutivi della Camera di Commercio, cerca di incidere in modo strategico e prospettico sulle politiche di sviluppo del territorio in senso stretto, senza perdere di vista i valori etici e morali che devono essere alla base del fare impresa in terra di lavoro. La Confapi Caserta ha una lunga e comprovata tradizione sul territorio. Assolutamente si! Oggi siamo una realtà associativa che rappresenta aziende e gruppi industriali afferenti a diversi settori produttivi, dal manifatturiero ai servizi, ai trasporti ed al comparto turistico, con particolare riferimento in quest’ultimo caso al settore balneare. Il forte sostegno al mondo del turismo, con l’adesione delle aziende balneari a Confapi, ha di fatto qualificato le imprese turistiche provinciali come classe imprenditoriale attiva con la conseguente nascita della Fita – Federazione Nazionale Turistico Albelghiero, che ha evidenziato come al centro degli interessi generali vi debba essere la valorizzazione, la promozione e la commercializzazione del Litorale Domizio, con progetti di riqualificazione territoriale, per far sì che le coste della provincia rappresentino una opportunità di sviluppo per una intera comunità ed un volano di crescita per l’economia dell’intera regione. Alle aziende associate offriamo una vasta gamma di servizi che vanno dall’accesso al credito, all’internazionalizzazione, alle attività di innovazione, ricerca e sviluppo, formazione del personale, solo per citarne alcuni. Molte delle tematiche inerenti alle imprese associate sono oggetto di seminari e workshop di approfondimento in cui si affrontano, con i responsabili degli uffici territoriali competenti, casi concreti e di attualità, come le nuove procedure ispettive in materia di lavoro, salute e sicurezza ai sensi della 81/08 o l’accesso al credito, il rispetto della normativa sui flussi finanziari, l’internazionalizzazione, il ricorso alla contrattazione negoziata e di secondo livello. Presidente, quanto è diventato difficile fare impresa nella nostra realtà? Difficilissimo, già fare impresa in Italia non è mai stato facile, nel sud è praticamente impossibile, in Campania, scusi il gioco di parole, è un’impresa. Nella nostra provincia gestire un’azienda, nella maggior parte dei casi di piccole dimensioni, richiede un grande sforzo e dedizione da parte dell’imprenditore che ha spesso l’onere di essere impegnato su più fronti, dagli aspetti procedurali della costituzione d’impresa all’accesso al credito, al rispetto dei contratti, alla capacità di commercializzazione del prodotto/servizio, alla flessibilità del mercato del lavoro, per non parlare dell’incasso dei crediti. Quest’ultimo elemento rappresenta forse la nota dolente del nostro sistema che vede una economia a carattere prevalentemente pubblico, in un periodo storico in cui la Pubblica Amministrazione in Italia, ma con particolare riferimento alla Campania ed alla provincia di Caserta, vive una crisi profonda per scelte politiche quanto meno discutibili che rischiano di compromettere le prospettive di sviluppo di una intera generazione e di un intera comunità. I ritardi nei pagamenti da parte della P.A. sono oramai insopportabili con il risultato di trasferire l’inefficienza della macchina amministrativa pubblica sul sistema produttivo privato. E ancora, il mancato rispetto del patto di stabilità della Regione Campania e la conseguente impossibilità di attingere ai finanziamenti europei, unita alla dichiarazione di dissesto del Comune di Caserta, hanno generato una situazione diventata insostenibile, con la conseguenza di imprese che rischiano il tracollo economico e finanziario con una unica soluzione che non può essere diversa dal fallimento. Nell’ultimo anno molte aziende aderenti a Confapi ed appartenenti a diversi settori produttivi  hanno rappresentato all’associazione l’esigenza di manifestare nelle sedi opportune le complesse problematiche finanziarie relative al pagamento delle spettanze loro dovute. Un esempio eclatante è stata la battaglia intrapresa con l’assessorato all’Ambiente della Regione nella tutela degli interessi delle imprese che erogano i servizi di gestione degli impianti acquedottistici in Campania, che con grande senso di responsabilità, nonostante non abbiano ricevuto per lunghi periodi di tempo pagamenti per servizi resi, hanno continuato a pagare i propri dipendenti senza alcuna interruzione di servizio. Questo modus operandi non può rappresentare certo una regola di comportamento e sarebbe oltremodo imperdonabile e paradossale da parte delle P.A. provocare nel nostro territorio il fallimento di imprese sane. Dunque, Pubblica Amministrazione e mancanza di credito. In più c’è una crisi economica endemica che non dà respiro alle aziende. Esatto! La stretta creditizia, i ritardi dei pagamenti delle PA e il forte calo della domanda interna, sono le principali cause che hanno costretto molti imprenditori a portare i libri in tribunale ed il numero rischia di aumentare sensibilmente nel prossimo futuro. Purtroppo, i dati non riguardano solo i datori di lavoro, ma anche i loro dipendenti, che perdono il posto di lavoro, con gravi ripercussioni anche di ordine economico e sociale. Siamo consapevoli che bisogna intervenire subito e dare una risposta energica a questa situazione che rischia di esplodere, con una crisi finanziaria internazionale che ha posto in evidenza le criticità del sistema imprenditoriale globale. Nel periodo della mia presidenza abbiamo lavorato efficacemente su tre grandi direttive per stimolare le imprese ad avere una visione più ampia: innovazione, internazionalizzazione e relazioni industriali. Tre elementi su cui abbiamo puntato per superare il divario endemico della nostra provincia, ritenendo che la somma di queste variabili possano consentire un deciso aumento di competitività delle nostre imprese locali. Nel novembre 2011 abbiamo dedicato un’intera sessione di lavoro all’internazionalizzazione con la partecipazione di SIMEST S.p.A. Il MIUR ha finanziato diversi progetti di ricerca con nostre imprese associate  tra cui Databenc sui beni culturali ed abbiamo investito fortemente sulle relazioni industriali e sull’affiancamento alle imprese in materia di ammortizzatori sociali.

Maria Beatrice Crisci

Fonte “Il Denaro”

 

 

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